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I volti di SolidWorld: Paolo Maselli, la Direzione Tecnica

Paolo Maselli racconta la sua esperienza nel 3D digital design process

I volti di SolidWorld: Paolo Maselli, la Direzione Tecnica

ll computer è uno strumento meraviglioso, ma senza le persone giuste non si fa nulla.

Nome: Paolo Maselli
Ruolo: Direzione Tecnica
Le origini
Creatività e apertura al cambiamento
Sono sempre stato appassionato di disegno, mi affascina la capacità dell’uomo di creare. Quando ho iniziato a lavorare in questo settore, ormai 30 anni fa, cominciava a diffondersi in Italia la versione numero 1 di Autocad, si passava dal tecnigrafo al CAD 2D. Sembra preistoria a pensarci ora, eppure incontravo le stesse obiezioni di fronte al cambiamento che incontriamo oggi nel passaggio al 3D: “preferisco stare col vecchio sistema che conosco”. Una diffidenza che però si trasforma in entusiasmo man mano che i clienti si rendono conto dei vantaggi che i nuovi sistemi portano, sia nel fare più velocemente le cose vecchie, sia nella nuove possibilità che le nuove tecnologie comportano. Cambiare abitudini è spesso difficile per una azienda, così come capire che l’informatica di oggi è un processo di sviluppo e innovamento continuo; io invece mi ritrovo molto in questa voglia continua di crescere, di cambiare e migliorare sempre. SolidWorks nel 1995 ha concretizzato il nuovo paradigma della progettazione 3D, semplice, innovativo e basato su PC a basso costo, un’innovazione epocale che ha permesso di allargare gli orizzonti tecnologici di tante aziende Italiane e nel mondo.
Il presente
Un lavoro dalle mille sfaccettature
Sono passato in tempo abbastanza breve dalla fase di progettazione a quella della formazione. Il mio compito è avviare uffici tecnici nelle aziende creando la struttura e formando il personale; un lavoro che mi piace perché cambia continuamente, passo dagli oggetti di design alle macchine per il confezionamento delle merendine e devo aiutare ogni cliente a trovare la propria strada all’innovazione. Mi piace vedere un progetto completo che prende forma, non solo la parte strettamente creativa ma l’integrazione con tutti i sistemi delle aziende: nel mio ruolo  ho la possibilità di vedere la grande capacità creativa e intuitiva del cervello umano quando ha a disposizione gli strumenti adeguati. Il lavoro di cui vado più fiero è l’avviamento  di un ufficio tecnico in una grande azienda, con circa 100 persone coinvolte, in cui abbiamo digitalizzato e inglobato 50 anni di dati storici, inserito tutto in un gestionale PDM, istruito i progettisti e integrato tutto il sistema fino alla distinta di produzione.
La visione
Risorse umane sempre più decisive
I fautori dell’Industria 4.0 vedono un futuro non lontano in cui le macchine sostituiranno l’uomo, si parla addirittura di configurazioni automatiche di prodotto, una volta impostati dei parametri di riferimento. Certo, avremo macchine sempre più intelligenti e connesse ma, almeno per l’ambito che ci riguarda ossia quello della progettazione, vedo la risorsa umana come un fattore chiave per la competitività delle aziende nei prossimi dieci anni. Per questo noi cerchiamo di far capire ai clienti che devono investire nella crescita del loro personale, nella formazione, elementi sempre più decisivi. La creatività e l’attitudine al problem solving vanno stimolate costantemente: il miglior sistema informatico ha comunque bisogno della creatività umana, altrimenti è come avere il cavallo più veloce del mondo e farlo guidare da un fantino scarso. Non si vince.

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