La filiera della progettazione 3D per l’industria 4.0

La filiera della progettazione 3D per l’industria 4.0

Sul numero di Marzo della rivista Millionaire un intero servizio dedicato alla realtà THE3DGROUP e alle tecnologie 3D che tutti noi offriamo ad oltre 8 mila clienti.

Ideare un pezzo, modellarlo, testarlo, stamparlo in 3D: tante fasi diverse oggi connesse grazie a un unico specialistaArticolo_millionaire_Marzo_2018

Gli imprenditori italiani sono impegnati in un passaggio storico, quello alla cosiddetta “Industria 4.0”. Un termine che indica l’adozione di tecnologie avanzate e integrate tra di loro, per cui tutte le macchine coinvolte nelle fasi della manifattura (dalla progettazione alla gestione del magazzino) possono dialogare, e utilizzare un’ampia mole di dati per migliorare la loro efficienza e la loro capacità produttiva. The3DGroup è il più grande gruppo italiano specializzato in questa trasformazione, in particolare nelle fasi che vanno dalla progettazione alla prototipazione e produzione. Lo fa attraverso una serie di strumenti hardware e software avanzati, a cominciare dal programma Cad SolidWorks fino alle stampanti 3D. Presidente di The3DGroup è Roberto Rizzo, ingegnere trevigiano da sempre impegnato nel mondo della progettazione tridimensionale. La sua avventura è cominciata con SolidWorld, che ha contribuito alla diffusione in Italia di uno dei più avanzati programmi Cad 3D, ossia SolidWorks, ma soprattutto ha portato a un concetto nuovo di “rivenditore”. «La vendita del programma è solo l’inizio» spiega Rizzo. «Il lavoro dei nostri tecnici è dedicato principalmente alla consulenza e formazione continua richiesta da questi strumenti. Ogni cliente ha bisogno di una personalizzazione esclusiva del software, per sfruttarlo al meglio e sviluppare il proprio potenziale.

Dieci aziende, un obiettivo

Nel corso degli anni Rizzo ha poi riunito nel gruppo altre 9 aziende, ognuna al top del proprio settore, per connettere tutti i tasselli dell’universo 3D: «Le tecnologie hanno potenzialità sempre più elevate, i problemi si verificano nei passaggi da una fase all’altra, quindi integrare il più possibile queste fasi significa risparmiare tempo ed errori, aumentando efficienza e produttività. E proprio perché questi strumenti consentono alle aziende un deciso aumento di produttività ed efficienza, il governo ha rafforzato le forme di finanziamento e di incentivo a chi le adotta, col cosiddetto “Decreto Industria 4.0”»

I vantaggi

I sistemi di oggi consentono di rendere virtuali tutta una serie di operazioni, non solo l’ideazione e la progettazione degli oggetti, ma anche le fasi di test: prima ancora che un prodotto sia realizzato, è possibile verificarne in anticipo i componenti, le interferenze, il comportamento in caso di sollecitazioni di carattere meccanico o termico. Si può prevedere se e quando si romperà, capire dove ridurre o alleggerire le strutture in modo da evitare sprechi e contenere i costi per la materia prima, e molto altro. Oppure si può fare il percorso opposto, partendo ad esempio da una componente realizzata
da un artigiano e attuando il cosiddetto “reverse engineering”, ossia attraverso scanner avanzati ricostruire il modello matematico e testarlo. Si possono poi stampare prototipi in plastiche e materiali diversi a seconda delle necessità, e realizzare direttamente con le stampanti 3D di ultima generazione produzioni in piccole serie.

La realtà operativa

The3DGroup conta 11 sedi in Italia, a cui si aggiungono tre poli tecnologici, Montebelluna, Bentivoglio e Verano Brianza, dedicati alle operazioni più avanzate con aziende terze (in molti casi si arriva infatti alla co-progettazione degli oggetti). Attraverso questa presenza capillare riesce a fornire alle aziende quell’assistenza continua che ne ha decretato il successo. «Mentre con l’evoluzione dei software» prosegue Rizzo «molti concorrenti hanno ridotto l’assistenza, noi al contrario abbiamo sempre creduto che questo fosse proprio il nostro valore aggiunto. Oggi serviamo oltre 8mila clienti nei settori più diversi, dall’aerospaziale all’automotive, dalle macchine utensili ai prodotti di consumo, fino ad arrivare alle protesi per il settore medico. Nei mesi scorsi ad esempio abbiamo avuto la soddisfazione di contribuire, anche se indirettamente, alla preparazione di un complesso intervento chirurgico, preparato creando delle articolate riproduzioni degli organi in 3D»

Evoluzione continua

Nell’ultimo anno il Gruppo si è aperto alle potenzialità della Open Innovation: l’ultimo acquisto è infatti Desall, una piattaforma Web che mette in contatto le aziende con una community di oltre 100mila designer, coinvolti attraverso concorsi di design. «La filiera si
allunga» conclude Rizzo. «Anche la progettazione non è più limitata a un laboratorio R&S, si evolve e migliora grazie al contributo di soggetti che possono stare dall’altra parte del mondo ma sono in grado di dialogare tra loro, perché utilizzano gli stessi strumenti».